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| “Fantastico! E quando sarebbe il tutto?” “Il 15 aprile,a Roma. Il concerto inizia circa alle 21.00,ma noi dobbiamo andare prima. Documento d’identità alla mano e ci faranno passare. Posti in prima fila aggiudicati e meet&great per il dopo-concerto”. “Cioè…ma tttiiii,ccciiii,viiiiii rendete conto?” Il minuto per le belle notizie è passato. Ed eccola qua: la professoressa di latino. La chiamiamo la suora,perché quando parla sembra che dica la messa. Dopo una notizia del genere,non possono pretendere che segua la lezione,sarebbe un controsenso. Per tutta la giornata,quindi,non feci altro che pensare a come sarebbe potuta essere quella giornata. Mille pensieri mi sfioravano la mente: e se avessi fatto brutta figura? Se dopo esser stata tanto tempo a sfrenarmi puzzavo e non si sarebbero accostati a me? Non una, ma mille domande la mia mente si poneva. Nessuna,però, aveva molta importanza. Stavo per realizzare il mio sogno: pensavo solo a questo. Sognando ad occhi aperti,anche l’ultima campanella della giornata suonò. Corro a casa. Non ho voglia di pranzare,metto direttamente l’ultimo cd: Senza Fine. Mi poggio sul letto e presto attenzione solo alle parole. Senza accorgermene,mi addormento. Forse sognai qualcosa di brutto,perché mi svegliai di scatto e con le lacrime agli occhi,ma ripresi subito a dormire. Fu il rumore delle chiavi dietro la porta,però,a svegliarmi. Oggi papà deve esser tornato prima da lavoro,che strano. “Ehi,papà…sei già qui?” “Ehi piccola. Ti dispiace che sia tornato prima?”. Mi chiese col sorriso sulle labbra. “Certo che no!”. Risposi con lo stesso sorriso,papà se lo meritava. “Successo qualcosa di nuovo al lavoro?”. Sapevo esattamente che tipo di domande papà voleva che gli ponessi, questa era una di quelle. “Le solite storie…gente malata,che vuole essere curata”. Papà è un chirurgo, ed è questa la causa della sua assenza. “Papà,sei un dottore…puoi mai cucire jeans?” “Giusto!”. Rise. Era bellissimo vederlo sorridere,perché lo faceva di rado. “Tu che mi racconti piccola?” “Già…papà volevo parlarti”. “Non sei incinta,vero?”. La paura di tutti i padri. No,non posso esserlo. Il mio ultimo ragazzo? Primo liceo,non siamo andati oltre i baci,per cui… Purtroppo,o per fortuna, - questo dipende dai punti di vista – non sono mai stata una di quelle ragazze che cambia fidanzato una volta al mese. Il mio ultimo ragazzo si chiama Riccardo. Uno di quei ragazzi che credi ti porti all’altare,credi che sia l’amore della tua vita e tutte queste cose qua. Purtroppo finì dopo otto mesi. Era troppo geloso ed io volevo sentirmi libera. Lo mollai al telefono e di sicuro ci restò male. Dopo di me ci provò con Jessica che,per il bene,della nostra amicizia,lo rifiutò. Sarebbe voluto passare a Vale,ma lei conoscendo il tipo,lo avvertì a priori che non sarebbe uscita con lui. “No,papà. Non stai per diventare nonno,tranquillo.” “Dio ti ringrazio”. Sentii dirglielo sotto voce e gli lanciai un’occhiataccia. Poi continuò. “Allora,cosa devi dirmi?”
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